domenica 30 novembre 2008

Francesca da Rimini e Paolo Malatesta suo cognato

Poscia ch'io ebbi 'l mio dottore udito
nomar le donne antiche e ' cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I' cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che 'nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri».

Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».

Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s'altri nol niega!».

Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov' è Dido,
a noi venendo per l'aere maligno,
sì forte fu l'affettüoso grido.

«O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand' io intesi quell' anime offense,
china' il viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

Poi mi rivolsi a loro e parla' io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».

E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.

Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com' io morisse.

E caddi come corpo morto cade.
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domenica 2 novembre 2008

...

Il silenzio a volte è peggio del rumore che perlomeno copre il brulicare delle idee.
Pubblicato da Vale;) alle 23:27 | 4 commenti  
giovedì 30 ottobre 2008

Con un lieve accenno di mal di testa

Con un lieve accenno di mal di testa rispolvero questo blog, aggiornato l'ultima volta troppo tempo fa. Con un cd di Allevi che mi suona nelle orecchie butto giù un po' di pensieri.
E allora c'è chi dice che con l'università la vita cambia, ma io non mi sento troppo cambiata. Cioè, a dir la verità non lo so neanch'io, perché certe cose sono sicuramente cambiate, però io continuo ad avere la stessa incertezza e confuzione che mi hanno sempre accompagnata. Ci sono domande che non ho il coraggio di pronunciare, le tengo per me e cerco risposte. E' letteralmente opprimente cercare di farsi capire e non riuscirci. Ma sono fatta male, lo so, sono un elefantino di giada, un soprammobile. E un soprammobile non è una creatura di compagnia, piuttosto un oggettino da spolverare ogni tanto.
E troppe sono le cose che ancora non capisco, allora piuttosto mi astengo, non vado a far parte di un movimento che sento mio solo in parte. Manca lo spirito critico; siamo tutti facili ad ascoltare ma non riusciamo a comprendere in fondo le cose, a creare un'opinione nostra. Ed è questo che oggi lo stato vuole da noi, farci il lavaggio del cervello. E la democrazia dov'è? Riforme presentate sotto forma di decreto che diventa legge, elezioni in cui non possiamo scegliere i candidati, questa è diventat la nostra democrazia, se così può essere definita.
Mi affido quindi agli occhi e ai sorrisi delle persone che porto nel cuore e mi basta poco per capire che le cose non possono andare sempre come voglio io se continuo a comportarmi come voglio io. Sì, sono più serena ora, decisamente più felice per esser riuscita a risolvere qualcosa. =)
Spero che la mia felicità continui nel week-end, spero che una certa Francesca guarisca, spero di giocare ad un Twister poco malizioso e molto divertente [=P], spero di dormire bene.
E ci sono tante cose che vorrei realizzare, ma non so come quando o perché. Vorrei viaggiare, avere i soldi per farlo. Vorrei essere più autonoma. Vorrei avere il coraggio di dire le mie emozioni, vorrei che mi ascoltassero e che mi dessero importanza. Vorrei vivere al meglio e a pieno ogni mia giornata, vorrei riuscire a muovermi qualche centimetro in più in quei momenti, quel tanto che basta per, per.
E' quell'eterno volteggiare verso qualcosa di etereo e di tangibile, di meraviglioso e straziante. E' quella carezza che sembra data per caso ma che non lo è. E' quello sguardo, quasi buffo, che ricambi con tutta te stessa. E' quella mano che si incastra a perfezione nella tua. E' lui, è tutto.
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giovedì 2 ottobre 2008

Wicked Lovely

Si appoggiò a Seth, sapendo che l'avrebbe stretta a sé.
Sfiorandole l'orecchio con le labbra, le domandò: "Più di quanto gli occhi non possano cogliere?"
"Già".
Seth l'abbracciò senza aggiungere altro.
"Cosa farei se non ci fossi tu?". Aislinn chiuse gli occhi, non volendo vedere le creature tralcio di vite né le altre creature intorno a loro, che li fissavano.
"Non dovrai mai scoprirlo".

[Wicked lovely _ Melissa Marr]
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sabato 27 settembre 2008

(^_^)

Da oggi sono anche su:

http://www.flickr.com/photos/photodreaming
Pubblicato da Vale;) alle 21:25 | 2 commenti  
lunedì 22 settembre 2008

nato ballando sul naso del mondo

E' proprio arrivato l'autunno oggi, me l'ha detto quel pettirosso che ho visto saltellare e svolazzare da un ramo all'altro. E mi ha fatto sentire un po' bimba, perché sono rimasta senza fiato nel vederlo e non vedevo l'ora di dirlo a qualcuno.
E con l'autunno è cominciata una nuova esperienza chiamata università, che mi ha già sconvolta abbastanza. XD Settimana scorsa, in due giorni, otto ore di sociologia, materia completamente nuova per me, ma che il professore ha introdotto bene e mi sta piacendo. Il contrario di quello che ha fatto stamattina il professore di storia romana con il suo corso che attraverso fonti pagane e cristiane studia il rapporto tra la nuova religione cristiana e il potere di Roma nei primi tre secoli dell'Impero Romano ed è naturale, ragazzi, che dovremmo affrontare testi in lingua latina. Come no! Un'incognita resta ancora letteratura italiana, perché la segreteria ha sbagliato gli orari e quindi oggi pomeriggio siamo andati all'università per niente. Ma si sa che la segreteria è organizzata male - e qui stendiamo un velo pietoso. Come per Alessandra resta un'incognita se avrà l'alloggio qui o dovrà fare la pendolare da Udine.
E poi ci sono i capelli, tagliati corti corti, forse troppo, e che a mio papà non piacciono e si lamenta.
Cominciano adesso i tramonti più belli, i più colorati e i più caldi.
E in libreria i libri costano troppo, mentre io ho troppi pochi soldi in portafoglio, quindi mi limito a fissare la copertina e ad immaginarmi la trama. L'avessi io tanta fantasia. Un po' di fantasia per immaginarmi cosa sarà domani di me, un po' di fantasia per immaginarmi con i capelli corti, un po' di fantasia per trovare le parole giuste, le mosse giuste. E invece resto sempre un po' impacciata, e continuo a fissare la copertina di un libro senza essere in grado di aprirlo.
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giovedì 11 settembre 2008

Quando la mano destra non sa quello che fa la sinistra

La storia che sto per narrarvi si svolse in un pomeriggio non molto lontano, nel seminterrato dell'ala destra dell'edificio centrale dell'Università triestina, più precisamente allo sportello 17 della segreteira di Scienze di Formazione.

[Dopo una fila di due ore]
Io, già in soggezione: Buongiorno, mi sono iscritta quest'anno al corso di studi in Scienze dell'educazione e volevo avere delle informazioni sull'esame iniziale di inglese.
Segretaria: Che esame??
[Come che esame?!?!] Io: Quello di piazzamento, per le matricole...
Segretaria, con aria di superiorità: No, guarda che non c'è nessun esame.
Io, tremendamente a disagio: Ma l'ho letto sul sito, è anche obbligatorio... Il 23 settembre...
Segretaria, sempre più sicura di sè: No, guarda, è impossibile. Gli esami, se non lo sai, si fanno dopo aver frequentato un corso, non prima.
Io, che non sapevo a che santo votarmi: Ma...
Segretaria: Cara, devi aver sbagliato a capire. Sarà un esame per quelli degli altri anni.
Io: Ah.. d'accordo... vabbè... Ed un'altra cosa... Per il piano di studi posso chiedere a lei il modulo?
Segretaria: Tesoro, i moduli non sono ancora pronti. Quando saranno pronti potrai scaricarli dal sito.
Io: Quindi il piano di studi non è fondamentale pr poter partecipare ai corsi?
Segretaria: Certo che è fondamentale, è necessario.
[Ma mi prendi per deficiente?!] Io: Ma secondo gli orari del SITO io dovrei cominciare settimana prossima.
Segretaria, che comincia a scazzarsi: Ah, queste cose io non le so, tesoro, devi rivolgerti al Centro Servizi.
Io, scovolta: Che sarebbe?
Segretaria: In via Montfort. Ma secondo me hai capito male.



Allora io mi chiedo, cara la mia segretaria, mi prendi per deficiente?! Io faccio un fila di due ore, mi rodo lo stomaco perché mi sento a disagio e sono nervosa, per alla fine sentirmi dire che non ho capito un cazzo di niente e che tu sai meno di me?! Mettiamoci d'accordo su una cosa, va bene? Io rispetto te se tu rispetti me. Ammetti di non sapere niente e di essere capitata lì per caso, magari stavi andando a prenderti un caffè e ti sei sentita stanca a metà strada e hai voluto sederti su quella comoda sedia che hai trovato a metà strada? E io sono malcapitta lì al momento sbagliato. Perché quando sono tornata a casa, tesoro, il sito dell'università l'ho guardato e indovina cos'ho trovato?

<< Gli studenti che si sono immatricolati nell'A.a 2008/2009 ai corsi di laurea triennali in Comunicazione e Pubblicità e Scienze dell'Educazione e al corso di laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria, devono sostenere il test di piazzamento di lingua inglese che si svolgerà il giorno 23 settembre alle ore 15.00 presso l'Aula Magna dell'edificio H3 di piazzale Europa. >>

[E guarda caso io mi sono immatricolata nell'A.a. 2008/2009.]


FACOLTA’ DI
SCIENZE DELLA FORMAZIONE
A.A. 2008-2009
Calendario lezioni I semestre

CDL TRIENNALE IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
Sede di Trieste
I anno

e bla bla bla

[E guarda caso avevo ragione io.]
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sabato 6 settembre 2008

Il nido d'uccello

Beijing 2008.


Novantun mila spettatori, forse addirittura più tifo che alle Olimpiadi.


Un cantante cieco che canta la storia dell'Uccello del Sole. Se potesse riacquistare la vista per soli tre giorni vorrebbe soltanto vedere il sorriso di sua mamma, il sorriso di suo papà e quello di tutti gli atleti.


Trecento ballerine sordomute che ballano seguendo il ritmo delle vibrazioni del suono provenienti da degli altoparlanti.


Una piccola ballerina dodicenne, rimasta coinvolta nel terremoto di quattro mesi fa, ha perso una gamba. Lei non smette di sognare e continua a ballare, seppur seduta su una sedia a rotelle.


Un pianista cieco suona Chopin.


Ed è solo l'inizio.


Dove non arriva il corpo arriva la mente. Dove non arriva la mente arriva lo spirito.


Nè pregiudizio nè compassione, quinta essenza dello sport.


La disabilità è il primo regolamento entro il quale confrontarsi.


Benvenuti alle Paralimpiadi.



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domenica 24 agosto 2008

Il momento è poetico

Cercavo una poesia, e così eccomi qua, ci sono incappata un po' per caso (o per sorte??).


Non perdere mai la
speranza nell’inseguire i tuoi Sogni,
perché c’e’ un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu.
Non smettere mai di credere in te stessa e nei tuoi
sogni
.
Non smettere mai di cercare,
tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa.

L’unico responsabile del tuo successo
o del tuo fallimento sei tu, ricordalo…
ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel vento,
la voce corre nell’aria, cambiandone il corso.
Se sei brava da udire abbastanza,
tu potrai ascoltare l’eco di saggezze
e conoscenze lontane nel tempo e nello
spazio
.
Tutto il sapere del mondo e’ a disposizione di chiunque sia disposto
a credere e a voler ascoltare.

La
libertà
e’ una scelta che soltanto tu puoi fare:
tu sei legata soltanto dalle catene delle tue paure.
Non e’ mai una vera tragedia provare e fallire,
perché prima o poi si impara, la tragedia e’
non provarci nemmeno per paura di fallire.

Mentre noi possiamo orientare
le nostre mosse verso un obiettivo comune,
ognuno di noi deve trovare la sua strada,
perché le risposte non possono essere trovate
seguendo le orme di un’altra persona….
Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in te,
immagina ciò che puoi raggiungere
quando sei tu a credere in te stessa.

Peter O’Connor, da "Ali sull’oceano"
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domenica 13 luglio 2008

Giovanni Allevi e i Virtuosi Italiani

Ieri è stato bellissimo, c'è poco da dire.
Un viaggio, un'avventura che sembrava quasi impossibile.
Un autista formidabile e un navigatore satellitare che ogni tanto si distraeva a guardare fuori dal finestrino e si perdeva i cartelli.
La primissima sosta e le musiche tranquille che ascolto solo io.
La statale, le Tenerezze al limone (e le fregole in macchina XD), le rotonde.
Il rilevamento della velocità, la polizia, i carabinieri, l'italpol, la finanza. "Se no i te cava la patente stasera no i te la cava più".
Lignano più calma che mai, tanti anni che non ci vado ma mi ricordo ancora le strade, quasi meglio che Trieste. =P
Una buona cena, un buon gelato e un'ottima compagnia. La migliore che possa avere.
Il concerto di Allevi, due ore di pura arte, il cielo stellato.
Il bambino davanti a noi che all'ennesimo bis "mamma, ma ricominciano da capo??".
Il caldo, le quattro gocce di pioggia, i nuvoloni brutti ma di passaggio.
Chiacchierare, sorridere e ridere, perché ci piace. Perché mi piace e mi piaci.
Perché senza di te non sarebbe stata sicuramente la stessa cosa.




[e aggiunta dell'ultimo minuto: LA MACCHINA ASSASINA XD]
Pubblicato da Vale;) alle 15:22 | 2 commenti  
sabato 5 luglio 2008

il tempo gira

E sono qui seduto ad inventare il mio futuro
mi sento una matita chiusa dentro un temperino
E sono sempre sveglio e la mia mente non riposa
tutti dormono s'inventerà qualcosa
E vivo sorridendo il gioco della vita
ogni discesa ogni salita
E il tempo gira, gira le pagine
Il tempo gira, cambia le musiche
Il tempo gira, gira piano e gira intorno a me

E sono qui seduto sempre in cerca del mio centro
mi sembra di impazzire
certi giorni ho tutti contro
E il tempo gira forte, gira lento senza tempo
mi sento sento un disco stanco sopra un giradischi spento
Ma il sole arriva e illumina il bonsai
c'è molta vita oltre i miei guai
E il tempo gira, gira le pagine
Il tempo gira, cambia le nuvole
Il tempo gira , gira piano e gira intorno a me
Respirerò silenzi e stelle
Questa notte ascolterò ogni mia emozione

Non perderò nemmeno nemmeno un battito del tempo

Di tempo io vivrò
Il tempo gira, cambia le nuvole
Il tempo gira , gira piano e gira intorno a me
E sono qui seduto ad inventare il mio futuro e il tempo gira.
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lunedì 30 giugno 2008

Musica

"Travolto dalla musica abbandono ogni difesa, e fragile ed emotivo, guardo il mondo col cuore di un bambino.
La mia evoluzione giunge qui, all'ingenuo e sublime incanto."


[Giovanni Allevi_Evolution]
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lunedì 23 giugno 2008

[ ]

e così, e così, e così
io resto qui
a dargli i miei pensieri,
a dargli quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.

Ed è come se fossi partita verso un mondo d'incanto dove le uniche mete sono il battito del cuore, un respiro e le risate belle.
Una carezza, uno sguardo, un sorriso complice.
Due occhi nei quali amo perdermi, per non riemergere più.
Distendersi all'ombra della luna e ascolare il canto delle stelle.
Pensare che è tutta realtà, un sogno fatto reale.
Una lacrima di gioia che non riesci a contenere.
Ridere, sorridere, essere felice.

[Anche per te _ Lucio Battisti]

[Amare]
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giovedì 12 giugno 2008

gli effetti secondari dei sogni

"Me ne frego di quello che si dice."
"Lo so, ma..."
"Il problema sono proprio i ma, con i ma non si combina niente."
"Sei così piccola e così grande, Pépite, hai proprio ragione."


Delphine De Vigan_Gli effetti secondari dei sogni
Pubblicato da Vale;) alle 20:00 | 5 commenti  
domenica 8 giugno 2008

La magia di Sofia

Oggi mi viene incontro Sofia con un sorriso enorme e qualcosa stretto fra le mani.
"Ho preso una farfalla!" trilla gioiosa. Apre le piccole dita e mi mostra velocemente, perché la sua piccola preda non può scappare, un foglietto di carta bianca piegato in due. Lei è felice e ride.
Veronica, la sorella di poco più grande, le prende il bigliettino di mano e legge quello che c'è scritto.
"Asino! E' quello che sei tu e quello che sono anch'io!".
E ridiamo perché siamo felici.
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sabato 7 giugno 2008

Il mondo che vorrei

Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei
ed è sempre quello che non si farebbe che farei
ed è come quello che non si direbbe che direi
quando dico che non è così il mondo che vorrei



Non credevo che gli errori di una vita si riuscissero a condensare in pochi minuta di urla e minacce.
Non credevo che una persona riuscisse a farmi stare così male.
Non credevo di riuscire a piangere così tanto davanti a mio padre.
Non credevo che potesse provocare anche un male fisico.



Non si può
sorvolare le montagne
non puoi andare
dove vorresti andare
.
Sai cosa c'è
ogni cosa resta qui.
Qui si può
solo piangere...
...e alla fine non si piange neanche più.



Fino all'anno scorso credevo che la scuola non sarebbe finita mai.
E invece oggi se ne sono andati anche gli ultimi minuti in Campo Rosso.
Se ne sono andate le ultime chiacchierate sul calorifero a riposo.
Se ne sono andate le scemenze fatte per le scale.
Se n'è andato lo spaccio assieme alle spacciste.
Se ne sta per andare l'Oberdan.
Se ne sta andando IL Liceo, con la elle maiuscola.



Ed è proprio quando arrivo li che già ritornerei
ed è sempre quando sono qui che io ripartirei
ed è come quello che non c'è che io rimpiangerei
quando penso che non è così il mondo che vorrei.



Grazie a chi ha reso questi cinque anni così indimenticabili.
Grazie a chi canta così forte, e sempre le stesse canzoni, da farsi sentire dal piano di sopra.
Grazie a tutti perché siete stati sempre coccolissimi.
Grazie a Fede e Lalla, le mie SuperChicche, le mie Stelline, le mie Amiche.
Grazie alla Quinta Cì, perché usurpiamo sempre il vostro calorifero.
Grazie alla Quinta A, per la meravigliosa gita e per tutti gli altri momenti assieme.
Grazie a tutte le altre Quinte che hanno reso l'Oberdan bellissimo.
Grazie al Zumin che ci fa da guida, turistica e spirituale.
Grazie alla Zumin e ai suoi "skeccioni".
Grazie alla Gurti per gli aneddoti sui gatti.
Grazie alla Scheriani perché è un po' pazza ma anche coccola.
Grazie a Davide, che non va in vacanza, no, lui va in pensione [che me spiegherè la differenza, ma bon].
Grazie a Zia Silvia e alle sue "pascate".
Grazie alla Spampinato. Grazie a Van Gogh.
Grazie alla Salimbeni per lo step.
Grazie alla Rodri per la gita e perché fa il tifo per noi ragazze.
Grazie ai bidelli che sanno fare il loro lavoro e lo fanno bene.
Grazie ai bidelli, invece, che hanno una propensione naturale a farsi trovare i soprannomi più assurdi.
Grazie a chi ha viaggiato con me.
Grazie a chi ha riso e pianto, a chi ha abracciato e si è lasciato abbracciare.
Grazie a chi non se la prenderà se non l'ho citato qui, è sempre nel mio cuore.
Grazie veramente di tutto. Grazie.



Non si può
fare quello che si vuole
non si può spingere
solo l'acceleratore.
Guarda un pò
ci si deve accontentare.
Qui si può solo perdere...
....e alla fine non si perde neanche più
Pubblicato da Vale;) alle 14:21 | 5 commenti  
domenica 11 maggio 2008

Nient'altro che noi

Non c'è niente al mondo
che valga un secondo
vissuto accanto a te,
che valga un gesto tuo,
o un tuo movimento,
perché niente al mondo
mi ha mai dato tanto
da emozionarmi
come quando siamo noi,
nient'altro che noi


[883]
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sabato 22 marzo 2008

se non piovesse

Guardo da lontano le luci che si riflettono sull'asfalto bagnato.
Mani in tasca, cappuccio e scarpe di tela, i miei unici compagni di viaggio.
La pioggia che cade sulle parole di un messaggio alla mogliettina.
E cammino verso casa, senza conoscere bene la mia meta, men che meno il percorso.
La strada davanti a me è insicura. Salto a piedi pari nelle pozzanghere.
Alzo gli occhi verso il cielo nero, la pioggia laverà via tutto.
Dubbi e certezze.
Respiro, a fondo, e trattengo tutto dentro, perché se uscisse anche una sola goccia di me, non sarei più io.
Non sarei tutta sorrisi e lacrime, non sarei tutta musica e amore.
Pubblicato da Vale;) alle 20:16 | 3 commenti  
domenica 17 febbraio 2008

I suoi occhi

** Do una rapida occhiata alle tracce:
Esiste ancora la poesia nella società dei mezzi di comunicazione di massa?
Questa è mia!
E' scomparsa la poesia nella società di oggi?
No, non è scomparsa, ha solo cambiato modo di vestirsi, si ritrova nelle strofe di qualche canzone, nei 160 caratteri di un sms, nella velocità delle e-mail...
...negli occhi con cui lui mi guarda.
No, forse quest'ultima frase me la tengo per me.
Però sono poesia anche loro, anche quegli occhi.
Tutto quello che ti dà coraggio è poesia, tutto quello che ti prende per mano e ti spiega il mondo, che ti fa sentire meno solo, che ti aiuta a capire e a capirti.
E allora anche quegli occhi sono poesia, poesia pura!, poesia in pillole!, più concentrata di quella che muore nei libri. No, la poesia non scompare perché l'uomo non può stare da solo, non può bastarsi, ha bisogno di sentirla la vita, vicina. **




[Ma le stelle quante sono _ Giulia Carcasi]
Pubblicato da Vale;) alle 16:33 | 7 commenti  
venerdì 1 febbraio 2008

una rosa e una lacrima

Mani dentro mani e prova a stringere.
Tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie.
Potessi trattenere il fiato prima di parlare,
avessi le parole quelle giuste
per poterti raccontare
qualcosa che di me
poi non somigli a te.


C'è una ragazza in bus, qualche sedile più avanti di me, che tiene stretta una rosa rossa. In una mano ha il cellulare, scrive un messaggio, forse rivolto all'amica, per stringere in centossesanta caratteri un pomeriggio romantico, forse rivolto al ragazzo che le ha donato la rosa e quel sorriso che le accarezza il volto.
Accanto c'è una vecchina, tutta composta, tutta stretta stretta nel suo sedile. Si guarda attorno, sospettosa. Controlla che il cappotto sia in ordine. Non si accorge però che fra i capelli cotonati ad arte c'è rimasto incastonato un coriandolo, verde e tondo.
La vecchina si volta verso la ragazza e sofferma lo sguardo sulla mano che regge il fiore, sulle dita che delicate non lasciano andare quel dono, quasi a voler rivivere quel momento altre mille volte. Poi lo sguardo passa inevitabilmente sull'altra mano che veloce scrive il messaggino: gioventù d'oggi, pensa, quasi con disprezzo, e si gira.
La ragazza rilegge per controllare se ci sono errori, poi, soddisfatta, preme invio. Mette in borsa il cellulare e nel farlo nota che le tremano ancora le mani. Sorride, non riesce a togliersi dalla faccia quell'espressioni come inebetita, mentre il cuore le batte ancora forte ripensando agli occhi di lui che non la perdono di vista un attimo. Lei è felice e innamorata, lo si vede ad un miglio di distanza.
Allora sorrido anch'io, perché mia madre ha fatto bene a mandarmi in città in bus e non in motorino nonostante in cielo ci fosse solo una minaccia di pioggia, altrimenti mi sarei persa questo battere di cuore.
La corriera si riempie sempre più di gente. Suona un cellulare e tutti avvicinano la borsa all'orecchio per sentire se è il loro che suona. E' quello della ragazza, e io spero che sia il suo lui; ma la sua radiosità un po' si spegne: "Ciao mamma...". Fa caldo e i vetri sono appannati. La ragazza disegna col dito un cuoricino sul finestrino del bus e "incide" le loro iniziali. La vecchina, attirata dalla conversazione con la madre, si gira di nuovo verso la ragazza e vede il disegno sul vetro. Le scende una lacrima, e si vergogna a sentirsi un po' invidiosa. Si volta di scatto e il coriandolo le cade dai capelli.


Potessi trattenere il fiato prima di pensare,
avessi le parole quelle grandi
per poterti circondare
in quello che di me
bellezza in fondo poi non è.

Bocca dentro bocca e non chiederti perché
tutto poi ritorna
in quel posto che non c'è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia.
Pubblicato da Vale;) alle 21:00 | 5 commenti  
domenica 27 gennaio 2008

Lasciami andare

Lasciami andare sulla Luna, sì, te ne prego. Lasciami allontanare da questa vita, almeno per un po', finché il mio respiro non sarà tornato regolare. Finché i miei occhi non riusciranno di nuovo a guardare giù, la terra, e smetterla di fissare inutilmente le stelle. Finché le mie mani non smetteranno di tremare. Lasciami trovare un posto dove sognare liberamente, ad occhi chiusi e aperti, il mio domani. Lascia stare il mio silenzio e la mia solitudine, perché sono miei e solo miei, perché osservare le stelle mi rende un giorno felice e quello dopo triste. Perché le stelle non cadono, le stelle passano e poi spariscono, basta, fine della storia.


[edit delle 18.31 : non so da dove è spuntato tutto sto pessimismo.. scusate :( l'importante è che adesso è più o meno passato tutto:)]
Pubblicato da Vale;) alle 14:58 | 1 commenti  
venerdì 25 gennaio 2008
"Ma chi ti credi di essere?!
Sei via tutto il giorno e ancora pretendi di tornare a casa con la luna girata!!
Quando imparerai ad avere cura delle tue cose?!
Quando imparerai a crescere?!
Dove credi di abitare, sulla Luna?!"

"Non mi dispiacerebbe..."


thank you, mum
Pubblicato da Vale;) alle 20:43 | 1 commenti  
domenica 20 gennaio 2008
gold in the air of summer

D’accordo, lo ammetto, forse i muffins con la marmellata di mirtilli non sono il mio piatto forte.. però erano così carini tutti violetti quando li ho messi in forno.. bene quando li ho tirati fuori facevano paura con la loro sfumatura grigio topo e il loro impasto semi-gommoso… Esperimento fallito, mi sa. La prossima volta mi darò ai muffins salati per andare sul sicuro.
Sarà che ogni piccola cosa comporta una scelta, sarà che cerco di vedere le situazioni da più lati possibili, ma ho capito che a qualcosa devo rinunciare, e in parte so già a cosa: principalmente niente macchina, niente Germania e soprattutto niente più muffins con la marmellata. Sì, perché alla Grecia e alla montagna non voglio rinunciare, mi dispiace. E a tutti quelli che mi chiederanno perché, io risponderò che ho provato a tirare fuori un po’ coscienza, che non voglio fare la bambina capricciosa che vuole a tutti i costi tutti i giocattoli di quella serie, che il troppo stroppia, e io non me la sento di farlo stroppiare.
Ed è da serate come quelle di ieri che capisci che non ci vogliono troppe pretese per vivere bene, per stare bene con te e con gli altri. Basta una buona compagnia di amici, quelli con cui magari non uscivi da un po’, perché la dolce Eleo ha proprio ragione: ci vogliamo bene anche se non ci frequentiamo spesso. Basta chiacchierare di robe serie ma buttarle sul ridere stando in riva al mare, basta ritrovare quella sintonia che forse avevamo un po’ perso negli ultimi mesi, basta lasciare stare i problemi, certi che le difficoltà non si superano mai restando soli. Basta dare due manate al contakilometri che questo magicamente resuscita. Bastava magari mandare un messaggino in più, ecco, questo sì. Basta farsi bastare un sorriso. Basta accontentarsi delle piccole cose, perché sono quelle che contano.
Basta alzare gli occhi e guardare le stelle oltre la nebbia, basta rivolgere lo sguardo in cerca dell’orizzonte che però non si vede, e mare e cielo sono una cosa sola. Basta perdersi nei propri pensieri e nel proprio cuore. Basta organizzare una giornata speciale.
Basta non riprovare mai più a fare i muffins con la marmellata di mirtilli >.< wtf!

you'll shine like gold in the air of summer
Pubblicato da Vale;) alle 14:51 | 1 commenti  
martedì 15 gennaio 2008

a Tommaso

E' una di quelle cose che a volte succedono, ma che forse più di tanto non ti toccano perché non ne sei, per fortuna praticamente mai, coinvolto personalmente. Pensi "povero/a" e finisce tutto là.
Ma questa volta per me, per noi, è stato diverso. Sì, perché ti vediamo ogni giorno passeggiare in corridoio e sempre diciamo "eccolo, il figlio della Rodri": la maggior parte degli oberdanini ti conosce così e per essere quello un po' fuori, ma in fondo chi non lo è? Però questa volta abbiamo voluto esagerare ed è andata come nessuno voleva che andasse.

Combatti, Tommaso, ti rivogliamo in mezzo a noi. Tira fuori quella grinta e quella forza che sprigioni quando giri per l'Oberdan durante i riposi e che infondi anche a quelli, che come noi, ti conoscono solo di faccia.
Tommaso, siamo tutti ad aspettarti.
Pubblicato da Vale;) alle 17:24 | 3 commenti  
giovedì 10 gennaio 2008

E' tutto un riflesso negli occhi dell'eternità

[C'E' UN PO' DI TRAFFICO NELL'ANIMA...
CHE TU SIA UN ANGELO OD UN DIAVOLO
HO TRE DOMANDE PER TE:
CHI PRENDE L'INTER?
DOVE MI PORTI?
E POI DI', SOPRATTUTTO, PERCHE'?
CI DOVRA' ESSERE UN MOTIVO...] Ligabue_Hai un momento, Dio?

Sempre alla ricerca di qualcosa, senza sapere neppure bene cosa, mi lascio accarezzare da un raggio di sole e una brezza leggera mi spettina.
Guido e i miei pensieri volano lontano, nel paese in cui nemmeno i sogni sono realtà, sono fumo e basta; provo a ragionare e a cercare qualche risposta, ma ottengo solo l'effetto contrario.

[DON'T LOOK DOWN] Travis_Love will come through

Il mio cuore a tratti sembra fermarsi, a voler capire il significato di quel respiro così profondo eppure così frettoloso. Cosa si cela nell'aria che respiri? E' la stessa aria che respiro anch'io, o nel frattempo è cambiata?

[TU LO SAI CHE IL MONDO
NON TI ACCETTA MAI
PER QUELLO CHE SEI] Luca Dirisio_Se provi a volare

E un brivido mi percorre la schiena quando mi rendo conto che la realtà che ho davanti agli occhi non è altro che un'immagine della mia mente... Chi è in grado di assicurarmi qualcosa?
E' tutto un riflesso negli occhi dell'eternità.
Però, a dirla tutta, è un riflesso colorato, che sprigiona persino una leggera melodia, talmente fine che pochi riescono ad udirla e mai nella sua completezza.

[ED E' BASTATO UN SOLO SGUARDO
SOLO UNA VOLTA E NON LO SCORDI PIU'] Zero Assoluto_Meglio così




p.s. e grazie a quel genio di meccanico che mi ha fatto aspettare un mese per l'arrivo dei nuovi pezzi e adesso mi dice che non sono quelli giusti >:-(
Pubblicato da Vale;) alle 16:57 | 7 commenti  
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