giovedì 30 ottobre 2008
Con un lieve accenno di mal di testa
Con un lieve accenno di mal di testa rispolvero questo blog, aggiornato l'ultima volta troppo tempo fa. Con un cd di Allevi che mi suona nelle orecchie butto giù un po' di pensieri.
E allora c'è chi dice che con l'università la vita cambia, ma io non mi sento troppo cambiata. Cioè, a dir la verità non lo so neanch'io, perché certe cose sono sicuramente cambiate, però io continuo ad avere la stessa incertezza e confuzione che mi hanno sempre accompagnata. Ci sono domande che non ho il coraggio di pronunciare, le tengo per me e cerco risposte. E' letteralmente opprimente cercare di farsi capire e non riuscirci. Ma sono fatta male, lo so, sono un elefantino di giada, un soprammobile. E un soprammobile non è una creatura di compagnia, piuttosto un oggettino da spolverare ogni tanto.
E troppe sono le cose che ancora non capisco, allora piuttosto mi astengo, non vado a far parte di un movimento che sento mio solo in parte. Manca lo spirito critico; siamo tutti facili ad ascoltare ma non riusciamo a comprendere in fondo le cose, a creare un'opinione nostra. Ed è questo che oggi lo stato vuole da noi, farci il lavaggio del cervello. E la democrazia dov'è? Riforme presentate sotto forma di decreto che diventa legge, elezioni in cui non possiamo scegliere i candidati, questa è diventat la nostra democrazia, se così può essere definita.
Mi affido quindi agli occhi e ai sorrisi delle persone che porto nel cuore e mi basta poco per capire che le cose non possono andare sempre come voglio io se continuo a comportarmi come voglio io. Sì, sono più serena ora, decisamente più felice per esser riuscita a risolvere qualcosa. =)
Spero che la mia felicità continui nel week-end, spero che una certa Francesca guarisca, spero di giocare ad un Twister poco malizioso e molto divertente [=P], spero di dormire bene.
E ci sono tante cose che vorrei realizzare, ma non so come quando o perché. Vorrei viaggiare, avere i soldi per farlo. Vorrei essere più autonoma. Vorrei avere il coraggio di dire le mie emozioni, vorrei che mi ascoltassero e che mi dessero importanza. Vorrei vivere al meglio e a pieno ogni mia giornata, vorrei riuscire a muovermi qualche centimetro in più in quei momenti, quel tanto che basta per, per.
E' quell'eterno volteggiare verso qualcosa di etereo e di tangibile, di meraviglioso e straziante. E' quella carezza che sembra data per caso ma che non lo è. E' quello sguardo, quasi buffo, che ricambi con tutta te stessa. E' quella mano che si incastra a perfezione nella tua. E' lui, è tutto.
E allora c'è chi dice che con l'università la vita cambia, ma io non mi sento troppo cambiata. Cioè, a dir la verità non lo so neanch'io, perché certe cose sono sicuramente cambiate, però io continuo ad avere la stessa incertezza e confuzione che mi hanno sempre accompagnata. Ci sono domande che non ho il coraggio di pronunciare, le tengo per me e cerco risposte. E' letteralmente opprimente cercare di farsi capire e non riuscirci. Ma sono fatta male, lo so, sono un elefantino di giada, un soprammobile. E un soprammobile non è una creatura di compagnia, piuttosto un oggettino da spolverare ogni tanto.
E troppe sono le cose che ancora non capisco, allora piuttosto mi astengo, non vado a far parte di un movimento che sento mio solo in parte. Manca lo spirito critico; siamo tutti facili ad ascoltare ma non riusciamo a comprendere in fondo le cose, a creare un'opinione nostra. Ed è questo che oggi lo stato vuole da noi, farci il lavaggio del cervello. E la democrazia dov'è? Riforme presentate sotto forma di decreto che diventa legge, elezioni in cui non possiamo scegliere i candidati, questa è diventat la nostra democrazia, se così può essere definita.
Mi affido quindi agli occhi e ai sorrisi delle persone che porto nel cuore e mi basta poco per capire che le cose non possono andare sempre come voglio io se continuo a comportarmi come voglio io. Sì, sono più serena ora, decisamente più felice per esser riuscita a risolvere qualcosa. =)
Spero che la mia felicità continui nel week-end, spero che una certa Francesca guarisca, spero di giocare ad un Twister poco malizioso e molto divertente [=P], spero di dormire bene.
E ci sono tante cose che vorrei realizzare, ma non so come quando o perché. Vorrei viaggiare, avere i soldi per farlo. Vorrei essere più autonoma. Vorrei avere il coraggio di dire le mie emozioni, vorrei che mi ascoltassero e che mi dessero importanza. Vorrei vivere al meglio e a pieno ogni mia giornata, vorrei riuscire a muovermi qualche centimetro in più in quei momenti, quel tanto che basta per, per.
E' quell'eterno volteggiare verso qualcosa di etereo e di tangibile, di meraviglioso e straziante. E' quella carezza che sembra data per caso ma che non lo è. E' quello sguardo, quasi buffo, che ricambi con tutta te stessa. E' quella mano che si incastra a perfezione nella tua. E' lui, è tutto.