domenica 17 febbraio 2008

I suoi occhi

** Do una rapida occhiata alle tracce:
Esiste ancora la poesia nella società dei mezzi di comunicazione di massa?
Questa è mia!
E' scomparsa la poesia nella società di oggi?
No, non è scomparsa, ha solo cambiato modo di vestirsi, si ritrova nelle strofe di qualche canzone, nei 160 caratteri di un sms, nella velocità delle e-mail...
...negli occhi con cui lui mi guarda.
No, forse quest'ultima frase me la tengo per me.
Però sono poesia anche loro, anche quegli occhi.
Tutto quello che ti dà coraggio è poesia, tutto quello che ti prende per mano e ti spiega il mondo, che ti fa sentire meno solo, che ti aiuta a capire e a capirti.
E allora anche quegli occhi sono poesia, poesia pura!, poesia in pillole!, più concentrata di quella che muore nei libri. No, la poesia non scompare perché l'uomo non può stare da solo, non può bastarsi, ha bisogno di sentirla la vita, vicina. **




[Ma le stelle quante sono _ Giulia Carcasi]
Pubblicato da Vale;) alle 16:33 | 7 commenti  
venerdì 1 febbraio 2008

una rosa e una lacrima

Mani dentro mani e prova a stringere.
Tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie.
Potessi trattenere il fiato prima di parlare,
avessi le parole quelle giuste
per poterti raccontare
qualcosa che di me
poi non somigli a te.


C'è una ragazza in bus, qualche sedile più avanti di me, che tiene stretta una rosa rossa. In una mano ha il cellulare, scrive un messaggio, forse rivolto all'amica, per stringere in centossesanta caratteri un pomeriggio romantico, forse rivolto al ragazzo che le ha donato la rosa e quel sorriso che le accarezza il volto.
Accanto c'è una vecchina, tutta composta, tutta stretta stretta nel suo sedile. Si guarda attorno, sospettosa. Controlla che il cappotto sia in ordine. Non si accorge però che fra i capelli cotonati ad arte c'è rimasto incastonato un coriandolo, verde e tondo.
La vecchina si volta verso la ragazza e sofferma lo sguardo sulla mano che regge il fiore, sulle dita che delicate non lasciano andare quel dono, quasi a voler rivivere quel momento altre mille volte. Poi lo sguardo passa inevitabilmente sull'altra mano che veloce scrive il messaggino: gioventù d'oggi, pensa, quasi con disprezzo, e si gira.
La ragazza rilegge per controllare se ci sono errori, poi, soddisfatta, preme invio. Mette in borsa il cellulare e nel farlo nota che le tremano ancora le mani. Sorride, non riesce a togliersi dalla faccia quell'espressioni come inebetita, mentre il cuore le batte ancora forte ripensando agli occhi di lui che non la perdono di vista un attimo. Lei è felice e innamorata, lo si vede ad un miglio di distanza.
Allora sorrido anch'io, perché mia madre ha fatto bene a mandarmi in città in bus e non in motorino nonostante in cielo ci fosse solo una minaccia di pioggia, altrimenti mi sarei persa questo battere di cuore.
La corriera si riempie sempre più di gente. Suona un cellulare e tutti avvicinano la borsa all'orecchio per sentire se è il loro che suona. E' quello della ragazza, e io spero che sia il suo lui; ma la sua radiosità un po' si spegne: "Ciao mamma...". Fa caldo e i vetri sono appannati. La ragazza disegna col dito un cuoricino sul finestrino del bus e "incide" le loro iniziali. La vecchina, attirata dalla conversazione con la madre, si gira di nuovo verso la ragazza e vede il disegno sul vetro. Le scende una lacrima, e si vergogna a sentirsi un po' invidiosa. Si volta di scatto e il coriandolo le cade dai capelli.


Potessi trattenere il fiato prima di pensare,
avessi le parole quelle grandi
per poterti circondare
in quello che di me
bellezza in fondo poi non è.

Bocca dentro bocca e non chiederti perché
tutto poi ritorna
in quel posto che non c'è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia.
Pubblicato da Vale;) alle 21:00 | 5 commenti  
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