E' proprio arrivato l'autunno oggi, me l'ha detto quel pettirosso che ho visto saltellare e svolazzare da un ramo all'altro. E mi ha fatto sentire un po' bimba, perché sono rimasta senza fiato nel vederlo e non vedevo l'ora di dirlo a qualcuno.
E con l'autunno è cominciata una nuova esperienza chiamata università, che mi ha già sconvolta abbastanza. XD Settimana scorsa, in due giorni, otto ore di sociologia, materia completamente nuova per me, ma che il professore ha introdotto bene e mi sta piacendo. Il contrario di quello che ha fatto stamattina il professore di storia romana con il suo
corso che attraverso fonti pagane e cristiane studia il rapporto tra la nuova religione cristiana e il potere di Roma nei primi tre secoli dell'Impero Romano ed è naturale, ragazzi, che dovremmo affrontare testi in lingua latina. Come no! Un'incognita resta ancora letteratura italiana, perché la segreteria ha sbagliato gli orari e quindi oggi pomeriggio siamo andati all'università per niente. Ma si sa che la segreteria è organizzata male - e qui stendiamo un velo pietoso. Come per Alessandra resta un'incognita se avrà l'alloggio qui o dovrà fare la pendolare da Udine.
E poi ci sono i capelli, tagliati corti corti, forse troppo, e che a mio papà non piacciono e si lamenta.
Cominciano adesso i tramonti più belli, i più colorati e i più caldi.
E in libreria i libri costano troppo, mentre io ho troppi pochi soldi in portafoglio, quindi mi limito a fissare la copertina e ad immaginarmi la trama. L'avessi io tanta fantasia. Un po' di fantasia per immaginarmi cosa sarà domani di me, un po' di fantasia per immaginarmi con i capelli corti, un po' di fantasia per trovare le parole giuste, le mosse giuste. E invece resto sempre un po' impacciata, e continuo a fissare la copertina di un libro senza essere in grado di aprirlo.