lunedì 29 ottobre 2007

grazie Vasco

Vivere
è passato tanto tempo
Vivere!
è un ricordo senza tempo
Vivere!
è un po' come perder tempo
Vivere.....e Sorridere!
VIVERE!
è passato tanto tempo
VIVERE!
è un ricordo senza tempo
VIVERE!
è un po' come perder tempo
VIVERE
e sorridere dei guai così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!
Vivere!
e sperare di star meglio
Vivere
e non essere mai contento
Vivere come stare sempre al vento
VIVERE!... COME RIDERE!!!
VIVERE!
anche se sei morto dentro
VIVERE!
e devi essere sempre contento!
VIVERE!
è come un comandamento
VIVERE... o SOPRAVVIVERE
senza perdersi d'animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!
VIVERE
e sperare di star meglio
VIVERE VIVERE
e non essere mai contento
VIVERE VIVERE
e restare sempre al vento
VIVERE.....
e sorridere dei guai proprio (così) come non hai fatto mai
e pensare che domani sarà sempre meglio!!!!!
Pubblicato da Vale;) alle 19:26 | 0 commenti  
domenica 28 ottobre 2007

Stringimi le mani _ G. Morandi

dentro era buio
neanche uno spiffero un taglio di luce
una lampada spenta oscillava da sola in cantina
e le gambe bellissime e forti tremavano,
e niente sembrava più come prima.
pensa se fosse possibile alzarsi e volare lontano da qui
pensa se fosse così..

I sogni alle volte sono meglio della realtà, a volte peggio. Quello di questa notte era il classico "meglio" che quando la mattina ti svegli, rimpiangi di non esser andata avanti a dormire. Uno di quei sogni che ti resta impresso tutto, dalla prima all'ultima scena, mi ricordo persino le parole.
So che potrà sembrare una scemenza, ma alle volte credo che la comparsa di certe persone nei sogni non sia qualcosa di casuale: cioè, perché proprio lui è venuto a dirmi quelle parole? Probabilmente perché, come nella realtà, se me le avesse dette qualcun altro non gli avrei dato ascolto. allora vuol dire che i sogni sono un luogo d'incontro, sono una sostituzione temporanea della realtà?
Meglio ancora sarebbe se fossero una sostituzione della realtà e basta, almeno a volte.

stringimi le mani, fuori batte il vento,
vieni alla finestra che stanotte cambia il tempo.
stringi le mie mani, non aver paura,
lascia indietro il fondo dove l'acqua è fredda e scura.
e ti aprirò il mio cuore come una casa al mare
se tu vorrai restare

Ieri sera non riuscivo neanche ad addormentarmi, luce accesa ed mp3 nelle orecchie per riuscire a trovare un'ispirazinoe a qualcosa, a qualsiasi cosa. Poi quel sogno.
stanotte cambia il tempo, canta Morandi; cambierà anche per me? Sarà l'ora di una svolta? Riuscirò finalmente a combinare qualcosa? Troppe domande e poche certezze: odio il "carpe diem"! Perché il corpo non reagisce ai miei ordini? Perché quell'impulso che parte dal mio cervello ed è diretto alla mano si perde per strada?
Pensa se fosse così...

dentro era buio e la solitudine prende alla schiena
e ti inzuppa le ossa una fredda foschia
e gli occhi, i tuoi occhi amarissimi asciutti pregavano
lasciami solo un minuto, vai via.
pensa potessimo nascere ancora, pensa se fosse così
l'aria è freschissima fuori di qui.

Però stamattina il Don ha detto una cosa saggia, cioè che vivere in un sogno non vuol dire non svegliarsi prima o poi. E una volta aperti gli ochi ci si ritrova davanti la realtà così com'è, tutto il contrario di quello che stavamo vivendo noi. Però il sogno di stanotte era così bello, non è facile distaccarsene. La soluzione sarebbe riportare il sogno nella quotidianità... fosse facile... So solo che se quell'impulso giungesse a destinazione la realtà sarebbe dieci volte meglio.
Ora chiudo gli occhi e sogno e prego, perché so che il tramite tra sogno e realtà l'ho già trovato.

stringimi le mani
fuori passa il vento
vivi ogni minuto come fosse tutto il tempo.
stringi le mie mani non aver paura
per poter volare basta un soffio d'aria pura.
spalancherò il mio cuore che sia amicizia o amore
ti potrai abbandonare....
stringo le tue mani tra le mie
ti aspetto nel mio cuore
che adesso fuori piove
e si può respirare....

[e vaffanc*lo, adesso fuori piove, sì che piove!!]
[Stringimi le mani _ Gianni Morandi]
Pubblicato da Vale;) alle 12:14 | 3 commenti  
venerdì 26 ottobre 2007

primo nuovo intervento

esordisco con un intervento che avevo già postato nel vecchio blog [che quelli scemi di MSN si sono mangiati senza darmi una spiegazione, che rabbia]. mi scuso se non sono stata capace di creare un nuovo intervento per il nuovo blog, ma sono troppo incasinata, e oggi anche particolarmente incazzata...
vale;)



Nessuno sa che esisto.
DIO
Dov'è casa mia? Sono solo... C'è qualcuno con me? Per me?
Bocca, cuore, gente, asfalto, passi lesti, verde, rosso, cielo, volo, bancarelle, corri, spera, affanno, ferma tutto...
Dov'è casa mia? Sono solo... C'è qualcuno con me? Per me?
Ma se fossi io a sbagliare le domande, Dio?
"Fai di me la tua casa, perché anche i più lontani possano essere dimora di Dio. Anche Maria è una donna delle periferie."
Eppure, l'umile "sì" di quella giovane donna in quella casa di periferia, ai margini della società, aprì le porte della salvezza dell'umanità. Case, gente, volti, voci, mani tese, cuore, aria, occhi...
Qui c'è Amore!
Ed io non mi sento più solo. Io non sono più solo. Io ho una casa: è qui, è qui, è qui. E tutti noi abbiamo una casa, qui, a Loreto: pietre che ci raccontano anche la povertà.
Lassù, nel santuario, ci sono poche pietre: formavano la casa di Maria a Nazareth, la casa nella quale entrò l'angelo Gabriele per portare la grande notizia a una giovane ragazza. Pensate - un po' smarrita - Dio voleva diventare suo figlio. E questa è proprio la casa in cui Maria ha pronunciato "il Sì", la casa in cui pare di sentire i passi delicati di Maria, la voce di Giuseppe, di Gesù, i respiri di milioni di pellegrini che per lunghi sei secoli sono entrati dentro queste mura.
Qui, sotto questa curva di cielo, a guardarci la vita, dentro le mani vuote, qui, in questa piazza di tutti, in questa via di nessuno, cerchiamo parole solo per far sognar qualcuno.

--

Grandi e sublimi, distruttrici, vittoriose, felicità e infelicità, invocati o no, fanno il loro solenne ingresso. Ornano e rivestono coloro che copiscono di gravità e sacralità. La felicità è ricca di spavento, l'infelicità di dolcezza; indivise sembravo venire l'una e l'altra dall'eterno, grandi e terribili ambedue.
Non riesco a capire dove sta il bene e dove sta il male.
Il bene e il male si confondono, ci confondono.
Ci confondono con la loro piacevolezza, ma il vero piacere io non lo trovo più.
Sono due facce di me.
Ogni volta che voglio fare il bene, trovo in me soltanto la capacità di fare del male. Chi mi libererà?
Ogni volta che voglio fare il bene, trovo in me soltanto la capacità di fare del male. Sono veramente ciò che gli altri dicono di me? O sono soltanto quale io mi conosco?
Inquieto, pieno di nostalgia, malato, come un uccello in gabbia, affamato di colori, di fiori, assetato di parole buone, di compagnia.
Tremante di collera davanti alle offese, agitata per l'attesa di grandi cose.
Stanco.
Preoccupata.
Stanco e vuoto nel pregare, nel pensare, nel creare. Spossato e pronto a prendere congedo da ogni cosa.
Chi sono dunque? Oggi sono una, domani l'altra. Chi sono?
Davanti agli uomini sono un simulatore. Davanti a me stesso sono uno spregevole vigliacco.
CHI SONO?
Chiunque io sia Tu mi conosci.
Chiunque io sia Tu mi conosci.
Pubblicato da Vale;) alle 16:25 | 2 commenti  
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